Una volta Un giorno

C’era una volta una mano

era rimasta appesa ad una porta

e bussava bussava

 

Cera una volta un occhio

Si era perso in una farfalla

e volava volava

 

C’era una volta un piede

Si era confuso con una ruota  

e girava girava

 

C’era una volta uno sbadiglio D’inverno

Si era fatto nuvola

e pioveva pioveva

 

C’era una volta una parola

si era nascosta in montagna

e si ripeteva si ripeteva

 

C’era una volta un desiderio

Si era fidato del mondo

e aspettava aspettava

 

MA UN GIORNO…

 

La porta diventò tamburo

suonò la casa e rimbombò il muro

 

La farfalla volò oltre le viole l’occchio

finì nel cielo e adesso è il sole

 

Il piede trovò un fratello

e inventarono il ballo tarantello

 

La nuvola fu cullata dal vento

e la pioggia si addormentò in un momento

 

La montagna si mise la luna in testa e la parola

scoprì il silenzio e fece festa

 

Il desiderio stanco di aspettare il mondo

aprì le braccia per un girotondo

e chi non aveva troppo da fare

saltò nel cerchio e imparò a sognare.

 

Io non so il desiderio qual è

ma salta ride e cerca anche te.

 

 

— Libreria Miranfù