Leggi i finali di “Rifiniscila”

Ecci di seguito i nuovi finali del libro “I nani di Mantova”scritti dai bambini della Banda Miranfu’ per partecipare al concorso Rifiniscila!

Buona Lettura!

 

BandaMiranfù

Marcello Riticella

 

Le guardie avevano perquisito tutte le case ma dei nani nessuna traccia. Capitan Bombardo allora capì che i nani si nascondevano  nei vestiti di quella gente e così ordinò a tutti di spogliarsi. I Mantovani non ebbero altra scelta che scappare e con loro i nani, che di tanto in tanto, uscivano dai taschini e facevano le pernacchie agli inseguitori. I nani tirarono fuori fionde, ghiande, noccioline, caramelle e sciroppi e passarono al contrattacco. Con le fionde stesero una dozzina di guardia, sulle noccioline ne scivolarono molte altre, sullo sciroppo scivolarono in tante. Le guardie rimaste in piedi si fermarono a raccogliere e mangiare le caramelle. Quando Capitan Bombardo si accorse di essere rimasto da solo, se ne tornò a casa e decise di mettersi a fare il panettiere.

Da quel giorno i nani vissero felici e contenti.

 

Banda Miranfù

Federico Vino

 

Era una brutta mattina quando Capitan Bombardo scovò il covo dei nani di Mantova. I nani si difesero coraggiosamente con ombrelli, righe, canne da pesca, aghi e tutti gli attrezzi dei loro mestieri ma dovettero arrendersi. Capitan Bombardo ordinò ai suoi di mettere i nani in un sacco.

Gli abitanti di Mantova, che avevano molto a cuore la sorte degli amici nani, seguirono le guardie e il loro capitano fino al castello. Approfittando di un momento di distrazione, riuscirono a recuperare il sacco e a scappare. Capitan Bombardo li rincorse ma il ponte levatoio si stava richiudendo, scivolò, finì nel fiume, fu trasportato così lontano ma così lontano che di lui non si seppe più nulla.

Quella sera a Mantova ci fu una festosissima festa.

 

 

Banda Miranfù

Gabriella Bertolino

 

Era una brutta mattina quando Capitan Bombardo arrivò nel quartiere dove si rifugiavano i nani. Senza esitazioni e con grande coraggio, i nani saltarono fuori dai cassetti e affrontarono le guardie. Fagiolino si lanciò contro Capitan Bombardo.

La lotta fu dura e i nani, che non avevano armi, mostrarono tutto il loro ingegno.

La nana sarta confezionò delle reti di lana con le quali intrappolò una dozzina di guardie. Il nano pescatore prese le guardie….a pesci in faccia e ne stese cinque o sei. L’ombrellaio usò i suoi ombrelli come spade e ne mise in fuga sette o otto. Il panettiere lanciava pagnotte calde e profumate e le guardie si fermavano a fare merenda e non pensavano più alla guerra. Fagiolino sconfisse Capitan Bombardo, bombardandolo con le sue matite. Fu così che li misero in fuga e che i nani diventarono i nuovi governanti di Mantova. Fagiolino divenne re e governò saggiamente mentre Capitan Bombardo venne dato in pasto ai leoni.

 

Banda Miranfù

Flavio Zanato

 

Era una brutta mattina quando Capitan Bombardo e le sue guardie arrivarono nel bosco. Lì i nani avevano trovato rifugio da quando avevano lasciato la città di Mantova. Capitan Bombardo era arrabbiato più che mai e aveva fatto circondare il bosco. Non sapeva che i nani gli avevano preparato una bella sorpresa. Avevano appeso una grossa rete ad una quercia ed avevano scavato anche una buca. Era arrivato il momento tanto atteso. Fagiolino, il più veloce dei nani, uscì allo scoperto e si fece rincorrere fino a quando Capitan Bombardo e le guardie caddero nella buca. Subito dopo i nani lasciarono cadere la rete e coprirono la buca fissandola con i chiodi. Quella sera i nani festeggiarono e decisero che in città non sarebbero più tornati. Nel bosco, a contatto con la natura si viveva benissimo, e così rimasero loì e vissero per sempre felici e contenti. Qualche tempo dopo, sette di loro trovarono in casa una fanciulla in pericolo, che si chiamava Biancaneve ma…..questa è un’alta storia.

 

 Banda Miranfù

Roberto Amoruso

 

Era una brutta mattina quando Capitan Bombardo circondò il bosco. Aveva trovato il loro rifugio grazie ad una spia e non vedeva l’ora di acciuffare quei piccoli rompiscatole. I nani, però, avevano previsto un piano di fuga: avevano costruito una zattera e l’avevano nascosta in una grotta vicina al fiume. Quella zattera fu la loro salvezza. Così salparono, arrivarono in mare aperto e cominciò un viaggio avventuroso fatto di porti, burrasche, pirati e squali. Dopo tre anni arrivarono su un’isola deserta. C’era solo un cartello con su scritto: Ristorante dal Genovese- Specialità pesce. I nani pensarono che in mare dovevano esserci tanti pesci succulenti e così decisero di fermarsi lì. Costruirono palazzi, strade, scuole, ospedali e tutto quello che serviva a farla diventare una vera città. Sapete come l’hanno chiamata? Io non lo so, inventatelo voi.

 

Banda Miranfù

Sveva Brezza Spera

 

Era un a brutta mattina. Le guardie arrivarono con gran fragore di passi. Ce n’erano più di un milione e il quartiere, dove i nani vivevano mescolati alla povera gente, fu circondato. Le guardie  cercavano dappertutto, in campagna e nelle case. I nani si erano nascosti nei camini e lì erano al sicuro. Fagiolino, il più furbo dei nani, sentì che il re era partito per andare alla ricerca di un rimedio per guarire sua figlia. La principessa, infatti, era sempre triste, aveva perso il sorriso e nessun dottore era riuscito a guarirla. Era un’occasione da non perdere. Fagiolino si arrampicò su per il camino, arrivò sul tetto e poi, di albero in albero arrivò al castello. Giunto davanti alla principessa le recitò una delle sue poesie. Sul viso della principessa apparve un sorriso, bello come il sole di primavera. I due si innamorarono perdutamente ed è così tutti ma proprio tutti vissero felici e contenti.

 

  

Banda Miranfù

Francesca Fariello

 

Era sera e tutte le guardie del Duca di Mantova erano accampate al limitare del bosco. Aspettavano il mattino e poi avrebbero dato la caccia ai nani fuggitivi. Quella notte nessuno dei nani aveva sonno. Ci voleva un’idea, qualcuno, qualcosa che potesse tirarli fuori da quella situazione. Fagiolino per pensare doveva camminare e camminando arrivò ad una strana casetta. Era notte ma la luce era accesa. Fagiolino si arrampicò alla finestra e scoprì che la casa era di una strega fattucchiera. La strega aveva appena terminato di preparare una pozione e se ne andò a letto. Fagiolino entrò in casa senza far rumore e andò a rovistare tra le bottiglie di tutte le forme che dovevano contenere filtri magici, pozioni e incantesimi. Dopo tanto cercare il nanetto lesse sull’etichetta: Pozione dei Giganti-Vietata ai nani. Veloce come non lo era mai stato, Fagiolino corse con la boccetta in mano fino al suo villaggio e divise la pozione con tutti i suoi compagni. La mattina dopo i nani si svegliarono  giganti. Quando Capitan Bombardo attaccò si trovò di fronte un’esercito di omoni grandi e grossi. Gli uomini del Duca scapparono via e non misero più piede nel bosco. Quanto a Capitan Bombardo,….beh….si innamorò di una ex-nana, si sposò e ancora oggi vive nel bosco.

 

Banda Miranfù

Giorgio Lignola

 

Era una brutta mattina, grigia e nuvolosa. I nani erano preoccupatissimi perché, da un momento all’altro, Capitan Bombardo e le sue guardie avrebbero attaccato. Nel silenzio si alzò la voce di Archimede, il nano inventore, che disse: non perdiamoci d’animo, portatemi gli attrezzi dei vostri lavori ed io cercherò di inventare qualcosa.

Subito i nani portarono ombrelli, pagnotte, pale, aghi, zappe, coltelli, scope, spazzoloni, bottiglie e scatoloni. Archimede si fregò le mani e poi cominciò a tagliare, smontare, strappare, cucire, assemblare, svitare e avvitare e dopo un’ora aveva realizzato uno stranissimo marchingegno da guerra. I nani festeggiarono ma non erano proprio sicuri che quel coso lì avrebbe funzionato. Sul campo di battaglia la macchina faceva un rumore infernale, dal suo camino usciva un fumo nero e puzzolente e  ogni tanto perdeva un bullone che schizzava  a gran velocità. Le guardie, quando la videro avanzare,  fuggirono a gambe levate in tutte le direzioni.

Capitan Bombardo prese un bullone in fronte e svenne. Da quel giorno i nani vissero felici e contenti.

 

Banda Miranfù

Carmela Frascella

 

Era una brutta mattina di pioggia e tempesta quando capitan Bombardo si presentò al villaggio. Aveva saputo dai suoi spioni che la gente del villaggio nascondeva i nani fuggiaschi. Era proprio così. I nani ora erano tutti in un capannone e per loro non c’era più niente da fare. Boom! Le guardie di Capitan Bombardo sfondarono la porta ed entrarono con tutti i loro spadoni. I nani alzarono le mani in alto, sembrava finita quando Renata, la nana stonata cominciò a cantare. A dire il vero, stonata era un complimento, perché la voce di Renata rompeva timpani, lampadari, bicchieri e spadoni. Così le guardie e Capitan Bombardo scapparono e non si videro mai più. A Renata fecero una statua che fu messa al centro della piazza ma lei dovette firmare un contratto che la impegnava a non cantare più.

 

Banda Miranfù

Lidia Musto

 

Era una strana mattina. Gli animali erano inquieti e gli uccelli volavano come impazziti, da una parte e dall’altra, ed emettevano strani versi.

I nani erano preoccupati perché da un momento all’altro, le guardie di Capitan Bombardo avrebbero attaccato il loro villaggio. Ad un tratto, però, ci fu una piccola scossa e poco dopo un’altra. Alla terza scossa, tutti capirono che si trattava di un terremoto. La terra tremò e la paura paralizzò tutti tranne che i nani. Ci misero poco a capire cosa dovevano fare: vicino al fiume c’erano tre grandi barche capaci di contenere benissimo tutte le persone in pericolo, anche le odiose guardie e Capitan Bombardo. Così fecero e poco dopo avevano salvato tutti e si dirigevano verso il mare. Cominciò così un lungo viaggio ricco di avventure e amicizia. Navigarono finché, dopo chissà quanti giorni, arrivarono su un’isola deserta ma con tutto il necessario per vivere. Avevano deciso di fermarsi un paio di giorni lì ma all’orizzonte comparve una bellissima nave che batteva bandiera arcobaleno. “Ma che strana bandiera” e “di quale Stato sarà”, si chiedevano i nani. Il Capitano della nave arcobaleno non rispose ma con un bel sorriso invito tutti a salire. Si fidarono e fecero bene perché il Capitano li portò al suo paese, dove non c’erano servi né padroni, né poveri ne ricchi e dove nessuno prendeva in giro il prossimo. In quel posto meraviglioso tutti vissero felici e contenti.

 

Banda Miranfù

Romy Favino

Quando un’astronave atterrò al centro della piazza. L’astronave veniva da “Nanisdale” e a bordo erano tutti nani extra-terrestri. Fagiolino fu il primo a salire e quando capì che quei nani non avevano intenzioni cattive, chiamò tutti i suoi compagni. I nani erano sani e salvi e così partirono facendo “Marameo” a Capitan Bombardo e alle guardie. Arrivati a Nanisdale ebbero una casa spaziosissima, grande dieci volte quella che avevano a corte. E vissero felici e contenti.

 

Banda Miranfù

Luca Pasquadibisceglie

Una brutta mattina, Capitan Bombardo e i 100 guardie assediarono il quartiere  si rifugiavano i nani. I nani si difesero con grande coraggio e intelligenza e non solo respinsero l’assedio ma riuscirono a sconfiggere i nemici e a farli prigionieri. La sera stessa per festeggiare ci fu uno spettacolo: il feroce Capitan Bombardo, con un tutù rosa da ballerina, doveva ballare per tutti. Risero tutti  e solo allora Bombardo capì quanto era brutto essere umiliati e chiese scusa ai nani per tutto quello che gli aveva fatto. Da allora vissero tutti in pace e amicizia.

 

Banda Miranfù

Gaia Fanelli

La mattina si metteva male e i nani stavano per essere sopraffatti. La loro difesa era inutile perché le loro armi si spezzavano troppo facilmente. Non restava che scappare. Capitan Bombardo si lanciò all’inseguimento dei nani ed entrò nel bosco. Scese da cavallo e preferì montare su un cervo, che dei luoghi era più pratico. In lontananza vide una casetta e dalla finestra gli sembrò di vedere Fagiolino. “Di sicuro hanno trovato rifugio in quella catapecchia”…. Pensò il feroce capitano. “Ah ah ah, questa volta non mi sfuggirete”. Partì di gran carriera e ordinò al cervo di sfondare la porta a cornate. Poco dopo fu dentro ma si trovò faccia a faccia con Mago Merlino in carne ed ossa. “Wrooooom”. Una grande scossa mise al tappeto tutti. No, non era un terremoto ma la pancia di uno dei nani che brontolava perché non mangiava dai giorni dell’assedio. Merlino si rialzò, agitò la bacchetta e disse “Ecco, mio caro, mi ha dato una bella idea” e poi “Abracadabra”! Poco dopo i nani e Merlino erano a tavola per una succulenta cena con pollo e patatine fritte. Di capitan Bombardo e delle sue guardie……non c’era più traccia.

CON IL LARDO, CON IL LARDO,

E LA FINE DI BOMBARDO.

LO MANGIAMO, LO MANGIAMO

E CON VINO POI BRINDIAMO.

 

Banda Miranfù

Clelia Fasciano

 

Una brutta mattina Capitan Bombardo si presentò in città e ordinò a tutti gli abitanti di fornirgli notizie sui nani. Nessuno rispose, tutti sembravano muti come pesci.

Il comandante stava per diventare rosso, viola, nero dalla rabbia e allora Fagiolino indossò il mantello dell’invisibilità. Ora che non poteva essere visto, si avvicinò a Bombardo e gli diede un calcio al sedere. Poi gli tirò un morso al polpaccio, un pugno sul naso e con uno sgambetto lo fece cadere. Capitan Bombardo non vedeva nessuno intorno a lui, era disperato e piangeva come un bambino. Era il momento di chiudere per sempre la partite: Fagiolino salì in cima alla montagna e lasciò cadere un grosso masso che investì e schiacciò il cattivone. Su quell’enorme macigno, i nani costruirono un parco giochi e vissero per sempre tranquilli, felici e contenti.

 

Banda Miranfù

Alessandro Sinigaglia e Mattia Carbone

 

Una brutta mattina arrivò Capitan Bombardo con mille guardie per sferrare l’attacco definitivo ai nani. Volevano arrendersi ma proprio allora Fagiolino capì il significato delle parole del gigante. Fagiolino fece un discorso importante e disse a tutti che potevano essere nani di statura ma non dovevano esserlo nel coraggio. Disse che uniti potevano farcela e così anche tutti i suoi compagni capirono che era meglio battersi per la libertà piuttosto che vivere da buffoni e da schiavi. Tutti i nani raccolsero gli strumenti da lavoro e partirono all’attacco senza neanche aspettare l’arrivo dei nemici. La sorpresa negli avversari fu tanta. I nani combatterono da giganti ed ebbero la meglio. Capitan Bombardo implorò pietà e promise di convincere il Duca e la Duchessa a concedere la libertà a tutti i nani. La storia finisce bene perché le condizioni furono accettate e da allora i nani vissero a Mantova da persone libere, felici e contente. 

 

 

Banda Miranfù

Silvia Graziano

 

Tutto sembrava andare per il meglio. La nana Miriam aveva scoperto che ogni volta che incrociava lo sguardo di Fagiolino le batteva il cuore. Anche Fagiolino provava gli stessi sentimenti e così i due si fidanzarono. Una brutta sera, però, Capitan Bombardo e le sue guardie entrarono di nascosto in città catturarono tutti i nani. Tutti tranne Fagiolino e Miriam, che essendo innamorati erano a guardare il cielo stellato in spiaggia. “Dobbiamo aiutare i nostri amici” disse Miriam quando al ritorno si accorse di ciò che era successo. Fagiolino le rispose prontamente “Seguimi, ho un’idea”. Fagiolino, che era amico di tutti gli animali, chiamò tutti gli elefanti e gli spiegò il suo piano. Dovevano marciare tutti insieme e far credere ad un terremoto.

Il piano funzionò a meraviglia, le guardie scapparono e i nani imprigionarono il Duca e la Duchessa e liberarono i compagni. I duchi furono legati come prosciutti e appesi a testa in giù proprio al centro del salone. Tutti li schernivano e ridevano di loro.

Miriam gli si avvicinò e disse: “Ora capite cosa significa”?

“Si” rispose il duca. “Ora capiamo cosa avete provato. Se ci liuberate, vi promettiamo che saremo saggi e giusti. Così fu e tra nani e duchi nacque un’amicizia sincera.

Fagiolino e Miriam si sposarono e vissero felici e contenti.

 

Banda Miranfù

Andrea Frascella

 

Fuori c’era un  temporale da paura. Capitan Bombardo era stanco di dar la caccia ai nani e così se ne stava a poltrire sul divano. Era l’occasione che il malvagio buffone Nicolino stava aspettando. Con un colpo di mano si impossessò del regno e si fece nominare Duca di Mantova. Ora le cose si mettevano davvero male per i nani. L’unico nano che poteva risolvere la situazione era Tino e così Fagiolino lo fece portare nella sua stanza. Tino era campione in carica a “Mangiacipolle”. Nessun nano lo aveva mai battuto e si raccontavano legende incridibili sulle catastrofi procurate dal suo alito. Con la promessa di una doppia razione di cipolle, Tino alitò contro il Duca Nicolino e il suo esercito. I poveri nemici furono travolti da una vampata calda e puzzolente e tutti caddero da cavallo. La guerra era vinta e Nicolino sconfitto, ora si poteva festeggiare. Fagiolino fu nominato Duca di Mantova e regnò felice e contento (tranne quando Tino mangiava cipolle!).

  

 

Banda Miranfù

Luca Riticella

 

Il Duca di Mantova aveva dichiarato guerra ai nani. L’esercito era pronto e l’indomani, agli ordini di Capitan Bombardo, avrebbero attaccato.

Quella sera Fagiolino ebbe un’idea geniale: intrufolarsi nel castello e rubare tutti i vestiti e tutte le armature. La mattina dopo le guardie non potevano vestirsi e neanche il loro capitano e così uscirono in mutande.

I nani li aspettavano e armati di ombrelli, canne da pesca, aghi, scope e bastoni ebbero la meglio. Il nano “Pazzerello” rincorse Capitan Bombardo e riuscì a fargli andare una bomba in pancia. La bomba esplose e l’uomo scoppiò. Era troppo crudele questa fine, anche per un malfattore come lui e così la nana Cucitrice lo ricucì pezzo dopo pezzo. Oggi i nani vivono felici e contenti e Capitan Bombardo per sdebitarsi li aiuta nei campi come spaventapasseri.

 

— Libreria Miranfù

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