Cappuccetto Rosso a Manathann

Le prime parole che Sara scrisse

  sul quaderno con la copertina rigida

  che le aveva dato suo padre furono:

   fiume,luna e libertà,
  oltre ad altre più  strane che le venivano

  per caso, a mò di scioglilingua,mescolando

  vocali e consonanti a casaccio.

  Queste parole nascevano senza che lei

  lo volesse, come fiori selvatici che non c’è

  bisogno d’ innaffiare, ed erano quelle

  che le piacevano di più, che le davano

  più felicità, perchè lei solo le comprendeva.

  Le ripeteva molte volte, sottovoce per sentire

  come suonavano, e le chiamava ‘farfanie’.

  Quasi sempre la facevano ridere.

  Il linguaggio delle farfanie
  dopo i primi anni della sua vita annoverava

  già espressioni indimenticabili come ‘amelva’,

  ‘tarindo’, ‘maldore’,e ‘miranfù’.
  Erano alcune delle sopravvissute.

  Perchè a volte le farfanie danzavano

  nella sua testa ,come una filastrocca senza senso
  ed erano quelle che si volatilizzavano

  per prime come il fumo di una sigaretta.

  Altre invece si incidevano così profondamente
  nella memoria che non potevano essere cancellate.
  E finivano per significare qualcosa che s’indovinava
  col trascorrere del tempo. 

  Ad esempio MIRANFU’ voleva dire :

  ‘ADESSO SUCCEDERA’ QUALCOSA DI NUOVO’
  oppure ‘CI SARA’ UNA SORPRESA PER ME’.
  La sera in cui Sara inventò questa farfania,

  tardò molto ad addormentarsi.

  Si alzò diverse volte in punta dei piedi
  per aprire la finestrae guardare le stelle.

  Folletti la stavano vedendo da lontano,

  affacciata alla finestra e le mandavano
  scintille di fiducia e di avventura. ‘MIRANFU’

  ripeteva Sara sottovoce, come se pregasse

  ‘Miranfù ’. E a poco apoco le si riempirono

  gli occhi di lacrime …
               

 Cappuccetto Rosso A Manhattan – Carmen Martin Gaite – Mondadori

 

    Questo libro è disponibile alla libreria Miranfù!

 
 

 

— Libreria Miranfù